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Visitare virtualmente il museo con “Meraviglie di Venezia”

Meraviglie di Venezia è un progetto della Regione Veneto che ha reso fruibile on line il patrimonio artistico e museale dell’area di San Marco. Ne abbiamo già parlato quando fu presentato alla stampa e ne abbiamo seguito i lavori all’interno del nostro museo, coinvolto nel progetto. Non vi abbiamo mai, detto come funziona però, all’atto pratico, questo prezioso strumento di ricerca. Sì, perché Meraviglie di Venezia è uno strumento utilissimo, pensato certamente per chi voglia avvicinarsi al Patrimonio storico-artistico del centro di Venezia, ma anche e soprattutto per chi voglia studiare o preparare in maniera approfondita la propria visita.

Il sito è costruito infatti per sezioni tematiche. La prima, Tour Virtuali, consente di navigare a 360° all’interno degli ambienti coinvolti nel progetto. Per quanto riguarda il nostro museo, per esempio, si può navigare lo Statuario Pubblico della Serenissima, che costituisce il primo nucleo del Museo, e cliccando sulle singole opere dello Statuario, accedere alla scheda relativa. Qui si può girare virtualmente intorno all’opera, osservandone i dettagli stilistici e di restauro più minuti.

Le schede delle singole opere si trovano anche nella sezione Oggetti Virtuali, distinte a seconda del museo o monumento di pertinenza. Per quanto riguarda il Museo Archeologico Nazionale di Venezia, le opere navigabili virtualmente stono ben 229. Cosa da non sottovalutare, esse sono ben indicizzate su Google Immagini, per cui anche ad una ricerca di un’opera specifica da Google, essa è facilmente recuperabile.

Meraviglie di Venezia: la scheda del Ritratto di Caracalla, Museo Archeologico Nazionale di Venezia

Meraviglie di Venezia: la scheda del Ritratto di Caracalla, Museo Archeologico Nazionale di Venezia

La sezione successiva, Musei ritrovati, offre la ricostruzione di contesti oggi non più integri, cioè la Tribuna di Palazzo Grimani e lo Statuario Pubblico, riportati virtualmente al loro aspetto originario. Così lo Statuario Pubblico della Serenissima, nell’Antisala della Biblioteca Marciana, ci riappare così come era allestito nel Settecento. Anche da qui, cliccando sulle opere indicate da +, si apre la scheda di riferimento che ne consente la navigazione virtuale.

Meraviglie di Venezia: tour virtuale dello Statuario Pubblico della Serenissima

Meraviglie di Venezia: tour virtuale dello Statuario Pubblico della Serenissima

Le ultime due sezioni del sito riguardano nello specifico il Leone di Venezia, il simbolo della città, e uno spazio Media, con i video di backstage che illustrano le fasi successive del lavoro. Uno dei video riguarda il Museo Archeologico Nazionale:

Strumento di facile navigazione e consultazione, Meraviglie di Venezia è un ottimo supporto alla conoscenza del Patrimonio storico-artistico dell’area di San Marco. Per quanto riguarda il Museo Archeologico Nazionale, fornisce un bel catalogo di immagini, oltre alla navigazione virtuale delle singole opere, e la possibilità di vedere come si presentasse lo Statuario Pubblico nel Settecento, ponendolo a confronto con il suo allestimento attuale. Utile per studenti, studiosi, ricercatori, appassionati e futuri visitatori di Venezia e dell’area di San Marco.

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Ulysses Project: online i modelli 3D di Ulisse Grimani e di Ulisse II

Se avete letto i post precedenti, avrete seguito con noi tutte le fasi di studio, scansione, fruizione virtuale, cui è stata sottoposta una delle statue più importanti della collezione del nostro museo, l’Ulisse Grimani. Questa statua in marmo del II secolo d.C., di dimensioni più piccole del vero, ma non per questo meno significativa, è stata infatti al centro di un lungo lavoro protrattosi quasi per tutto il 2015, che oggi vede il suo compimento nell’Ulysses Project. È il compimento, ma non la fine, anzi: è un nuovo inizio. Sì perché Ulysses Project è un sito web sul quale, oltre ad essere raccontate tutte le fasi del lavoro di scansione 3D cui è stata sottoposta la statua, e l’esperienza di Ulisse II, la statua realizzata dall’artista giapponese Makoto in stoffa, gesso, resina e carta giapponese, si può finalmente fruire virtualmente di Ulisse, di entrambi gli Ulisse, attraverso il loro modello 3D navigabile.

Andiamo con ordine, rivediamo insieme tutte le tappe di questo lavoro, condotto in collaborazione con Virtualgeo che ha messo a disposizione le tecnologie e le competenze scientifiche per la realizzazione dei modelli 3D:

Due giovani visitatori usano il touch screen per scoprire qualcosa di più sull'Ulisse Grimani

Due giovani visitatori usano il touch screen per scoprire qualcosa di più sull’Ulisse Grimani

Innanzitutto, nella primavera del 2015, in contemporanea all’inaugurazione del percorso “Acqua immutabile ed antica”, realizzato in collaborazione con Venice to Expo 2015, era stata effettuata una scansione 3D con uno scanner a luce strutturata che aveva catturato ogni minimo dettaglio, cromatico, dimensionale e relativo ai restauri, fornendo così un’ottima base di studio per ulteriori approfondimenti su questo capolavoro dell’arte antica. La scansione ha dato origine ad un modello digitale tridimensionale assolutamente fedele all’originale. Questo modello non è rimasto chiuso in un file a disposizione degli studiosi, ma è stato reso fruibile ai visitatori del Museo Archeologico Nazionale di Venezia (e lo è tuttora), con un touch screen e una piattaforma digitale ECH (Edutaiment for Cultural Heritage) sviluppata da VirtualGeo. Sulla piattaforma il visitatore può approfondire la storia della statua, dei suoi restauri, può dunque accedere ad informazioni e approfondimenti, può osservare veramente da vicino dettagli della scultura anche ingrandendoli a suo piacimento e infine può giocare con essa, creando poster e cartoline personalizzati da poter condividere anche in rete.

La scansione 3D ha rivelato le parti aggiunte con il restauro cinquecentesco (in blu)

La scansione 3D ha rivelato le parti aggiunte con il restauro cinquecentesco (in blu)

Attraverso la scansione 3D sono emersi con ancora più chiarezza i dettagli del restauro interpretativo che la statua subì nel XVI secolo ad opera di uno scultore veneziano, Tiziano Aspetti, il quale lo volle interpretare come “gladiatore” integrando, oltre al braccio destro e la gamba inferiore sinistra mancanti, anche la spada che Ulisse porta sul fianco.

Dalla scansione 3D si è poi realizzato un prototipo fisico, una copia precisissima nella sua fedeltà all’originale, in materiale polmerico: è su questa copia che l’artista Makoto ha lavorato per realizzare il suo Ulisse II. Makoto solitamente lavora su corpi umani veri, vivi. Questa volta invece si è dovuto confrontare con una scultura per poter produrre la sua opera: una nuova sfida per l’artista che si confronta così con il modello antico per poter ottenere un suo originale: una reinterpretazione dell’antico che vuole costituire un ponte tra il passato – la scultura in marmo di II secolo d.C. a sua volta copia di un originale greco di età ellenistica – e il futuro – le tecnologie utilizzate oggi per riprodurre la copia della statua.

Ulisse II è stato inaugurato al Museo Archeologico Nazionale di Venezia il 18 novembre 2015. In quell’occasione è stata effettuata davanti a pubblico una scansione 3D in diretta dell’opera di Makoto: una dimostrazione di come si utilizza lo scanner 3D, che non è uno oggetto magico e misterioso, ma al contrario uno strumento di lavoro efficace e sempre più diffuso che si presta a svariate applicazioni nel campo dei Beni Culturali. Il modello 3D ottenuto non è stato fine a se stesso, ma è stato reso fruibile online. Ed è online oggi, accanto al modello 3D dell’Ulisse Grimani, proprio sul sito web di Ulysses Project. Andando sul sito, oltre a rivedere i passaggi salienti del progetto, si possono navigare i modelli virtuali delle due statue.

Durante la scansione 3D in pubblico di Ulisse II

Durante la scansione 3D in pubblico di Ulisse II

Le potenzialità dell’applicazione delle tecnologie ai Beni Culturali sono davvero tante, bisogna solo avere il coraggio e l’intuizione per metterle in pratica al fine di ottenere buoni prodotti in funzione di una sempre maggiore fruizione e comunicazione per il pubblico. Proprio per questo ci interessa sapere il vostro parere se avete già visitato il museo, visto l’Ulisse Grimani e l’Ulisse II e sperimentato il touch screen: il vostro feedback per noi è importante! Avete voglia di condividere la vostra esperienza con noi nei commenti?

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Ulisse II: antico e contemporaneo insieme al Museo Archeologico Nazionale di Venezia

Ancora una volta l’Ulisse Grimani fa parlare di sé. Questa volta la nostra statua in marmo di età romana sarà affiancata da un altro Ulisse, chiamato Ulisse II, opera di un artista contemporaneo, il giapponese Makoto. Si tratta di un dialogo intorno alla bellezza senza tempo tra due scultori nati a quasi 1900 anni di distanza – mediato dalla tecnologia 3D – fuori e dentro Piazza San Marco.

Ulisse Grimani e Ulisse II. Insieme al Museo Archeologico Nazionale di Venezia

Ulisse Grimani e Ulisse II. Insieme al Museo Archeologico Nazionale di Venezia

L’arte di matrice ellenica e la scultura contemporanea vengono a trovarsi a confronto per nuovi percorsi di apprendimento, co-creazione e condivisione (online) della bellezza: questo, in sintesi, il nucleo di Ulisse II, un progetto frutto della collaborazione tra Erminio Paolo Canevese, dell’azienda high-tech del Triveneto Virtualgeo, Michela Sediari per il Museo Archeologico Nazionale di Venezia, e curato da Alfredo Cramerotti. Virtualgeo, sia per l’istituzione veneziana sia per altre in Italia e all’estero, ha già messo a punto soluzioni avanzate di geomatica, stereoscopia, realtà aumentata e scansione 3D a servizio della diffusione e della valorizzazione di collezioni, restauri, nuovi percorsi museali fino a media art di ultima generazione, come in una recente mostra in occasione della 54° Biennale d’Arte di Venezia.
L’artista giapponese Makoto, invitato da Canevese e Cramerotti a dialogare con una delle rappresentazioni più famose di Ulisse, risponde con un’opera leggera, sospesa, dalle grandi dimensioni – realizzata con materiali contemporanei, dal gesso alla carta giapponese.

Ulisse Grimani, primo piano. Fonte: MeravigliediVenezia.it

Ulisse Grimani, primo piano. Fonte: MeravigliediVenezia.it

Ulisse è una scultura di età antoniniana, 138-192 d.C. ; che fu restaurata dall’artista rinascimentale Tiziano Aspetti, prestigioso scultore di fiducia della famiglia Grimani. Ulisse, l’intrepido e sagace re di Itaca cantato da Omero, torna in patria dopo le mille peregrinazioni di un lungo viaggio per mare: è al contempo protagonista del viaggio per eccellenza e simbolo della vocazione marittima del popolo greco, le cui capacità nautiche erano rese necessarie da un territorio tutto proiettato sulle acque. Come Venezia – e come il Giappone.
La statua dell’Ulisse Grimani è stata riprodotta in digitale da Virtualgeo tramite scansione 3D (con scanner a luce strutturata) e modellazione 3D.
Il modello digitale 3D è la copia fedele della statua, nella forma e nel colore, ed è un modello informativo: i vari interventi di restauro cui la statua è stata sottoposta nei secoli sono stati evidenziati grazie alla tridimensionalità e alle particolari tecniche di modellazione 3D usate. I visitatori del Museo Archeologico Nazionale di Venezia esplorando l’Ulisse nella quarta dimensione (il tempo) e grazie ad ECH (Edutainment for Cultural Heritage) – una piattaforma digitale di divulgazione scientifica (prodotta da Virtualgeo) accessibile da totem touch-screen posto in dotazione al Museo (ne abbiamo parlato qui)  – possono approfondire la storia dei suoi restauri, creare poster e book personalizzati da condividere online (con la statua, da esplorare semplicemente toccando lo schermo, combinata con uno dei circa cento sfondi di Piazza San Marco e delle sale del Museo disponibili oppure con un selfie).
Ulisse II di Makoto viene mostrato accanto all’Ulisse del II secolo d.C. Verrà scansionato in diretta dai tecnici Virtualgeo con una dimostrazione al pubblico il giorno 18 novembre dalle 13.30 alle 17 alla presenza dell’artista stesso, dello staff del Museo, di Paolo Erminio Canevese, patron dell’iniziativa, e del curatore Alfredo Cramerotti.
Una volta acquisito grazie alle tecnologie avanzate di scansione 3D, l’Ulisse contemporaneo firmato dall’artista giapponese entrerà anch’esso nella postazione ECH (Edutainment for Cultural Heritage) in dotazione al Museo. Ma al tempo stesso uscirà anche dal museo e verrà ‘esibito’ in rete.
Sin dopo l’acquisizione eseguita nella sala 8 del Museo Archeologico (dove si trovano le due sculture e la postazione ECH), una sezione dedicata del sito web Virtualgeo esporrà le statue 3D anche per chi non ha la possibilità di recarsi a Venezia. Il sito, oltre a contenere i modelli tridimensionali dei due Ulisse (quello già presente al Museo alla postazione ECH di Virtualgeo e quello che sarà acquisito il 18 novembre), sarà arricchito da brevi clip d’interviste dei protagonisti dell’iniziativa.
L’Ulisse II di Makoto e l’Ulisse Grimani non si separeranno dopo l’esposizione al museo: il loro dialogo attorno alla bellezza in 3D rimarrà per sempre online (e la nostra interazione, esplorazione e condivisione con amici e sui social saranno sempre possibili), mentre nelle sale del Museo la statua contemporanea sarà visibile fino al 31 gennaio 2016.

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“Acqua immutabile ed antica” continua con Ulisse fino al 22 novembre 2015

locandinaVeneziaIl percorso museale “Acqua immutabile ed antica“, studiato appositamente sul tema dell’Acqua per Expo 2015 e realizzato in collaborazione con Venice to Expo, prosegue oltre la durata dell’Expo di Milano. Per la precisione fino al 22 novembre sarà possibile seguire all’interno delle sale del museo questo percorso specifico, che si snoda tra le opere d’arte antica e i reperti che per varie tematiche sono collegati al tema dell’acqua: acqua nel culto, nel mito, nella guerra, nella vita quotidiana, nelle terme, nell’archeologia. In un post precedente vi abbiamo raccontato in cosa consiste questo percorso, che ha posto l’accento sull’importanza dell’acqua nel mondo artistico greco e romano, sia sottoforma di elemento protagonista che di sfondo alle imprese di dei, eroi e uomini. Non solo statue, ma un mosaico, monete e gemme sono tra i protagonisti di questo percorso, che invita a soffermarsi su alcune opere del museo e ad osservarle secondo un punto di vista tutto particolare.

Con il prosieguo del percorso, anche per novembre abbiamo previsto delle visite guidate che approfondiscono il tema. In particolare il mese di novembre è dedicato ad Ulisse, eroe del mito che con l’acqua, meglio col mare, ebbe un rapporto piuttosto burrascoso: da quando accecò Polifemo, figlio di Poseidone dio del mare, attirandosi la maledizione e l’ira di costui, egli infatti non ebbe più requie, e fu condannato a vagare per mari e mari col suo equipaggio per anni prima di poter approdare finalmente ad Itaca. La statua di Ulisse è una delle sculture più celebri del Museo Archeologico Nazionale di Venezia. La figura di Ulisse sarà il fulcro dunque delle visite guidate gratuite previste per i sabati di novembre:

sabato 7 novembre, ore 15.30, a cura di Ilaria Fidone;

sabato 14 novembre, ore  15.30, a cura di Marcella De Paoli;

sabato 21 novembre, ore 15.30, a cura di Angelo Stuto;

sabato 28 novembre, ore 15.30, a cura di Edy Fonsato.

Le visite guidate sono comprese nel biglietto cumulativo dei Musei di Piazza San Marco. Il meeting point è nella sala IX del Museo Archeologico.

Ulisse, II sec. d.C. uno dei protagonisti del percorso Acqua immutabile ed antica

Ulisse, II sec. d.C. uno dei protagonisti del percorso Acqua immutabile ed antica

Dunque Ulisse ha il compito di accompagnarci nell’ultimo periodo di “Acqua immutabile ed antica”, facendone un po’ da testimonial. Il nostro Ulisse, tra l’altro, è stato già protagonista in questo periodo, in quanto è oggetto di una ricostruzione 3D fruibile anche in museo (ne abbiamo parlato qui).

La statua, di dimensioni più piccole del vero, rappresenta l’eroe mentre avanza circospetto: rappresenta probabilmente il momento in cui, durante la guerra di Troia, insieme ad alcuni compagni, Ulisse è salito all’Acropoli della città per sottrarre il Palladio, il simulacro di Athena che proteggeva Troia rendendola invulnerabile. A seguito del ratto del Palladio Troia, infatti, cadrà, e sarà sempre grazie ad un’astuzia di Ulisse: sua è infatti l’idea del Cavallo che, portato dentro le mura della città assediata, libererà nella notte i soldati greci che metteranno a ferro e fuoco ogni cosa: è l’imboscata più nota della storia. La nostra statua è una copia romana di II secolo d.C. da un originale greco di età ellenistica, che ha subito nel XVI secolo dei restauri (ad esempio il braccio destro e la mano sinistra) ed appartenne alla collezione di Domenico Grimani prima di essere trasferita allo Statuario Pubblico, nucleo più antico del Museo Archeologico Nazionale di Venezia.

Perché abbiamo scelto Ulisse per l’ultimo mese di “Acqua immutabile ed antica”? Il percorso sarà fruibile fino al 22 novembre 2015, in concomitanza con la chiusura della Biennale d’Arte 2015. Cosa lega Ulisse con l’arte contemporanea? Beh, ora è ancora presto per svelarvelo… Ve lo racconteremo nel prossimo post!

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Ecco l’offerta didattica 2015-2016

Con il ritorno sui banchi di scuola e la ripresa dei ritmi scolastici, riprendono anche le attività didattiche rivolte agli studenti delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo e di secondo grado. Un’offerta diversificata a seconda dei programmi scolastici e degli interessi di studenti e insegnanti. Trovate la descrizione delle attività alla nostra pagina facebook.

venezia1Per quanto riguarda le scuole primarie, le attività combinano alla scoperta “guidata” delle opere esposte nelle sale del museo la partecipazione diretta dei bambini attraverso giochi che intendono stimolarli sul mondo antico in prima persona. Gli itinerari tematici, a cura degli Assistenti del Museo, durano circa un’ora e mezza – 2 ore. I temi sono vari, spaziano dall’Antico Egitto alla Grecia e a Roma, seguendo i programmi scolastici previsti per le classi 3°, 4° e 5° elementare. Abbiamo così “L’aldilà nel mondo egizio”, “Pietre parlanti: comunicare attraverso la scrittura”, “Gli dei dell’Olimpo”, “Alla ricerca di Itaca” e poi un triplice percorso sulla città greca “Ateniesi per un giorno: a spasso per la città” e un duplice percorso dedicato alla società romana “”S.P.Q.R.”.

venezia2Anche le attività previste per le scuole secondarie di primo grado hanno come scopo quello di stimolare i ragazzi, attraverso giochi e laboratori, ad interrogarsi sulle società del passato. Attraverso giochi a squadre, laboratori di scrittura, visite guidate e cacce al tesoro, i ragazzi vivranno in modo coinvolgente l’esperienza didattica nel museo. Anche per loro sono studiati percorsi tematici che li porteranno in Grecia e a Roma, per scoprire i monumenti principali e la vita nelle città greche e gli usi e i costumi dei Romani. Anche questi laboratori, della durata di un’ora e mezza circa, sono svolti dagli Assistenti del museo.

Infine, le attività per i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado, sempre rivolte a coinvolgere in prima persona i ragazzi sui grandi temi del passato, saranno degli approfondimenti della società greca e romana, attraverso le divinità, l’urbanistica e la cittadinanza, le immagini degli Imperatori, di cui il nostro museo offre un’ampia galleria. Naturalmente anche queste attività, come le altre viste fin qui, sono guidate dagli Assistenti del Museo e hanno durata di circa un’ora e mezza.

Il servizio e l’accesso al museo sono gratuiti per gli studenti e gli insegnanti accompagnatori, previa esibizione dell’elenco dei nomi. Il servizio è ovviamente su prenotazione. Oltre alle attività previste, è possibile prenotare anche la “semplice” visita guidata alle singole sezioni del museo; inoltre è possibile stipulare convenzioni con istituti scolastici che intendano elaborare progetti didattici particolari, in collaborazione con il museo.

L’accesso al museo per i gruppi scolastici è al civico 52 di piazza San Marco.

Per info e prenotazioni inviare un’e-mail a pm-ven.archeologico@beniculturali.it.

Un momento dell'attività didattica 2014-2015 al museo

Un momento dell’attività didattica 2014-2015 al museo

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Voci da Creta, Storie per mare e per terra

Locandina  INCONTRIAcqua Immutabile ed antica” è il percorso, all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Venezia, che vuole approfondire il rapporto dell’uomo (nel nostro caso l’uomo greco e romano) con l’acqua, studiato in collaborazione con Venice to Expo 2015. Tanti incontri nel corso dell’estate sono stati svolti in museo, dedicati ad alcune delle opere o gruppi di opere scelti per questo specifico percorso.

Il 29 settembre alle ore 17 prosegue quindi al Museo Archeologico Nazionale di Venezia con ingresso gratuito da Piazzetta San Marco 17 la serie de “Gli Incontri al Museo … Acqua immutabile ed antica …, approfondimenti e divagazioni. Stefania De Vido, docente di Storia greca all’Università di Ca’ Foscari, con la conferenza “Voci da Creta, storie per mare e per terra, racconterà le vicende storiche e politiche dell’isola in età ellenistica, quando Creta era un centro nevralgico delle rotte marittime nel Mediterraneo. Preziose, ma poco note iscrizioni della Collezione del Museo torneranno a “parlare” al pubblico, svelando il loro importante ruolo di fonti storiche e documentarie. In museo esse passano inosservate al visitatore, eppure a saperle leggere raccontano storie di uomini e merci, storie di città antiche e ci restituiscono la vitalità delle genti del Mediterraneo nel III secolo a.C.

Si tratta nello specifico di 3 iscrizioni, provenienti da Creta ma recuperate a Venezia e Portogruaro, che, nella loro scrittura fitta e stretta, raccontano di rapporti commerciali e civili tra le isole e le poleis – città stato – dell’Egeo. Le iscrizioni in questione sanciscono trattati e alleanze militari e commerciali strette tra le singole città cretesi (Hierapytna, Gortina, Lato e Olus) e con altri centri dell’Egeo.

Una di esse è un trattato tra la città cretese di Hierapytna e Rodi, databile al 25 a.C.: era stata reimpiegata a Portogruaro come finestra, ma fu riconosciuta come documento storico fin dal 1788 e donata definitivamente al museo nel 1828. L’iscrizione, su entrambi i lati, parla di un trattato tra le due città stipulato a seguito di una sorta di guerriglia, voluta dal re macedone Filippo V di Macedonia ai danni di Rodi. Ciò costrinse l’isola a stringere trattati di pace separati con le singole poleis cretesi coinvolte, tra cui Hierapytna, al fine di scongiurarne gli attacchi pirateschi.

Iscrizione da Creta, III secolo a.C.

Iscrizione da Creta, III secolo a.C.

Un’altra iscrizione, donata al museo nel 1850, sancisce un trattato di alleanza tra Gortina e Hierapytna con la vicina Priansos. Si tratta più che altro di stabilire confini e territori, onde evitare fastidiose guerre di confine tra poleis di una stessa isola. Il trattato era garantito dal giuramento di fronte alle principali divinità locali.

La terza iscrizione, più recente, fu recuperata in seguito a lavori di restauro della Basilica di San Marco in Venezia: evidentemente non era molto lontana dal nostro museo, ma era stata impiegata come cornicione, per cui nessuno si era accorto del suo valore documentario. Recuperata nel 1882, racconta di un trattato di amicizia e alleanza tra due città cretesi, Lato e Olus, a conclusione di una guerra intestina all’isola i cui attori principali dovevano essere state le due poleis antagoniste Cnosso e Gortina, cui i due centri dovevano essere rispettivamente alleati. Il trattato si data agli anni 110-108 a.C.

Se volete ascoltare di persona le storie di queste iscrizioni, e leggerne i testi non dovete far altro che venire in museo il 29 settembre prossimo. La disponibilità della sala è limitata. E’ gradita la prenotazione.

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19 Agosto 2015, bimillenario + 1 della morte di Augusto

Augusto è uno di quei personaggi storici che, se non fosse esistito, la Storia avrebbe avuto un altro corso. Pochi altri personaggi storici sono stati in grado di lasciare un’impronta così potente nel corso delle generazioni a venire e delle civiltà che si sono succedute: e con che stile! Ottaviano Augusto è l’uomo che, volendo mantenere e anzi difendere i valori della Res Publica di Roma, di fatto li stravolse, divenendo per la prima volta imperatore di Roma, riconosciuto e anzi sostenuto da quel Senato che pochi anni prima aveva fatto assassinare Giulio Cesare per la paura che potesse diventare il capo supremo dello Stato romano.

Ritratto di Augusto velato capite

Ritratto di Augusto velato capite

La figura di Augusto è sempre risultata un po’ ambigua, anche ai suoi stessi contemporanei: l’uomo clemente, la cui pietas diventa proverbiale, che vuole conservare i valori dello Stato e che però non esita ad essere spietato nei confronti dei nemici suoi personali e della Res Publica e che si fa accogliere come capo supremo dello Stato, dando vita a quel lungo periodo della storia di Roma che è l’Impero romano.

Prima di lui infatti il potere politico era in mano al Senato, con due consoli eletti annualmente che avevano principalmente incarichi militari. Ma le decisioni dei consoli, che erano due e con carica annuale apposta perché non ci fosse il rischio che volessero sovvertire l’ordine costituito volendo prendere il potere assoluto, dovevano comunque sottostare al Senato. Già nell’ultimo secolo della Repubblica, però, c’era stato qualche tentativo di prevaricare il Senato e il suo strapotere da parte di alcuni carismatici personaggi: dapprima Mario, homo novus, non appartenente ad alcuna famiglia patrizia, che riuscì a diventare console nonostante la sua condizione di nascita, poi Silla, il quale riuscì a farsi nominare Dittatore, carica straordinaria che poteva essere conferita solo in situazione di grave pericolo per lo Stato, e di cui si approfittò ampiamente; fu poi la volta di Giulio Cesare che, nel tentativo di affermare se stesso strinse dapprima un’alleanza con Pompeo e Crasso costituendo il Triumvirato, tre uomini alla guida dello Stato, e poi aspirando al potere assoluto. E fu per questo che fu assassinato. Inizia allora il periodo delle guerre civili, nel corso delle quali emergono due personaggi: Marco Antonio e Ottaviano. Dapprima alleati, diventano poi acerrimi nemici quando in gioco c’è il potere su Roma; il Senato è ormai ridotto a guardare e a sperare che vinca il migliore. E il migliore è Ottaviano, che nel 31 a.C. sconfigge Antonio con la battaglia di Azio. Dal 31 a.C. è lui ad avere il potere a Roma, ma lo prende con molto tatto, portando il Senato a nominarlo Augusto, colui che ha fatto crescere (augere) Roma.

Augusto è il più celebrato degli Imperatori. La sua immagine, come comandante vittorioso, come Pontefice Massimo, come imperatore è arrivata fino ai giorni nostri riprodotta in un numero infinito di statue, rilievi ed effigi che lo ritraggono di volta in volta nell’atto di parlare alle truppe, di officiare le celebrazioni religiose (è questa la pietas augustea), mentre la propaganda politica lo ritrae come il liberatore ma al tempo stesso il conservatore dei valori della Res Publica, tanto cari al Senato. È sempre ritratto con il volto giovane, i capelli corti con le due ciocche sulla fronte che non seguono l’ordine dei capelli, tratto veramente distintivo che consente subito ad una prima occhiata di riconoscerlo. Notissima, e riprodotta in infinite copie, la statua dell’Augusto di Prima Porta, che lo ritrae in piedi, stante, vestito di una bellissima armatura sulla quale sono varie raffigurazioni, tra le quali la restituzione delle insegne romane da parte dei Parti. Altra raffigurazione notissima è quella di Augusto velato capite, con il capo coperto da un mantello, che lo raffigura mentre presenzia alle celebrazioni religiose, alle cerimonie e alle processioni sacre: così è raffigurato ad esempio sui rilievi dell’Ara Pacis, monumento fatto proprio erigere da Augusto a Roma, sul quale è rappresentata tutta la famiglia imperiale impegnata in una processione religiosa.

Il Museo Archeologico Nazionale di Venezia ospita un ritratto di Augusto velato capite. Si tratta di una testa in cui si riconoscono gli occhi dallo sguardo profondo e le caratteristiche ciocche ribelli di capelli. Il naso è andato perduto, e il volto ha qualche abrasione, tuttavia consente di vedere una leggera barba sulle guance, che indica un segno di lutto (e lutti da piangere ne ebbe molti nel corso del suo regno). Sulla testa sono presenti dei piccoli fori nei quali doveva inserirsi una corona radiata in metallo, simbolo dell’avvenuta divinizzazione, che furono praticati dopo la realizzazione della statua sulla cui esecuzione, invece, permangono alcuni dubbi: non è chiaro infatti se si tratti di un ritratto giovanile, da riferire ai primi anni della carriera politica di Ottaviano (e la testa velata starebbe semplicemente a rappresentarlo mentre fa un sacrificio), oppure se si tratti di un’opera realizzata più tardi, quando Augusto è già Pontefice Massimo e negli stessi anni di realizzazione dell’Ara Pacis (13-9 a.C.). Il ritratto risente dell’influsso dell’arte greca classicista nella resa del volto, ma in grande equilibrio con l’attenzione per i tratti fisionomici. Un ritratto reale e ideale allo stesso tempo, che all’attenzione per le caratteristiche fisiche guarda anche all’intelletto.

La statua di Agrippa del Museo Archeologico Nazionale di Venezia

La statua di Agrippa del Museo Archeologico Nazionale di Venezia

Al Museo non trovate solo il ritratto di Augusto: una superba statua del suo più stretto collaboratore, Agrippa, domina l’ingresso storico del Museo, in piazzetta San Marco 17. Agrippa fu il braccio destro di Augusto in molte occasioni, comandante militare di genio, comandante della flotta, risolutivo di tante battaglie e guerre civili, come la battaglia di Azio, nel 31 a.C. nella quale Augusto sconfisse Marco Antonio stabilendo di fatto il suo potere assoluto su Roma. Sempre al suo fianco dunque, tanto da sposarne addirittura la figlia, Giulia. Ebbe grandi riconoscimenti in vita, non ultima la realizzazione di statue ritratto di cui una colossale fu posta nel Pantheon, il grande tempio di Roma da egli stesso fatto costruire nel 27 a.C.; è proprio questa la statua che oggi si trova nel cortile del nostro museo: Marco Vipsanio Agrippa è raffigurato in nudità eroica, secondo quel gusto artistico tipico della fine del I secolo a.C. che abbinava ad un corpo perfetto il ritratto fisiognomico del personaggio in questione. Nella fattispecie il corpo ricorda, nell’impostazione, il Doriforo di Policleto, per mettere in risalto le qualità militari del personaggio, mentre il ritratto è quello, appesantito e ingrassato, di un uomo ormai in là con l’età. L’iscrizione sulla base non lascia dubbi sull’identificazione e racconta che fu Domenico Grimani a portarla da Roma a Venezia. E nel cortile oggi accoglie i visitatori in quelle occasioni in cui l’ingresso è da Piazzetta S. Marco,17.