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Un anno di attività: la mostra di Bizhan Bassiri al Museo Archeologico Nazionale (1 giugno-27 novembre 2011)

Tra le attività che hanno caratterizzato l’anno 2011, e di cui parlavo nel precedente post, un capitolo a parte è la prima mostra ospitata dal Museo, dello scultore iraniano vivente Bizhan Bassiri, “La caduta delle meteoriti in coincidenza con La Biennale di arti visive: i “precedenti” dell’artista in contesti di antichità mi colpirono per la sensibilità delle sue scelte formali, in un dialogo muto, ma assordante tra linguaggi universali.

Bizhan Bassiri, la caduta delle meteoriti Venezia

La Sala V del Museo Archeologico Nazionale di Venezia con le meteoriti di Bizhan Bassiri

Mi piacque scoprire il lato poetico-teorico del lavoro di Bizhan nei princìpi-sentenze del suo Manifesto del pensiero magmatico: la sua è un’arte primordiale, globale, dai linguaggi integrati, senza tempo e senza storia e le ”motivazioni che la generano restano quelle di sempre: anticipare la ragione e la volontà” (principio 27); “l’arte evita la morte. E se è indispensabile, la divora e risorge” (principio 41). Non mi sorprese, ma accentuò la “comunione di sensi” con Bizhan apprendere dei suoi percorsi artistici paralleli con gli interpreti italiani e non solo di quell’altrettanto affascinante e complesso mondo della musica classica contemporanea. Fu una piacevole sorpresa leggere il nome di un caro amico come Giorgio Battistelli tra i compositori che avevano scritto musica per le creazioni di Bizhan… E’ stato emozionante scegliere le opere antiche che potessero dialogare in modo più significante e simbolico con le sue creazioni artistiche. Le affinità o contrapposizioni sono emerse con una sinergia spontanea: ad esempio nella sala VI la gigantesca corporeità della Bestia dialogava spontaneamente con il gruppo eclettico d’epoca romana di Dioniso appoggiato ad un satiro: il dio dal prassitelico ritmo sinuoso, in preda all’ebbrezza e quindi ormai “altro” rispetto alla umana razionalità e il satiro, a sua volta entità semiferina espressione della forza vitale della natura. Satiri del culto dionisiaco che ritornano anche sui quattro lati della raffinatissima Ara Grimani di età augustea che chiude la Bestia (il suo lato umano?) sulla fronte anteriore. L’espressione maggiore della atemporalità dell’arte mi è sembrata però l’installazione di Bizhan Specchio solare e il cosiddetto Vitellio Grimani: nella creazione del XXI secolo hanno trovato posto due ritratti simili, l’uno specchio dell’altro, uno in marmo ed uno in bronzo. Quello in marmo è il ritratto di un personaggio che oggi la critica non individua più, come facevano gli appassionati umanisti, nel grasso e dissoluto imperatore Vitellio, ma in un ignoto personaggio probabilmente di alto lignaggio dai tratti resi con forte realismo, databile in base alle caratteristiche stilistiche ad età adrianea (terzo-quarto decennio del II secolo d.C). Il cosiddetto Vitellio fu uno dei pezzi più famosi ed ammirati della raccolta Grimani che riscosse subito successo tra i visitatori e gli artisti dell’epoca, che ne possedevano delle copie nella loro bottega o lo utilizzarono come modello (Tiziano, Veronese ecc.). La copia in bronzo è la copia donata allo Statuario pubblico dal patrizio rinascimentale Giacomo Contarini.

Bizhan Bassiri la caduta delle meteoriti venezia

Bizhan Bassiri, Specchio solare e il cosiddetto Vitellio Grimani

Nel Rinascimento dunque “essere moderni” voleva dire essere in grado di copiare l’antico. E l’equivalenza rinascimentale fra moderno ed antico contiene proprio il superamento del concetto del tempo e dello spazio come postulato nel principio n. 5 del Manifesto del pensiero magmatico di Bizhan Bassiri:“l’artista contempla in condizione eterna”

Michela Sediari

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Un commento su “Un anno di attività: la mostra di Bizhan Bassiri al Museo Archeologico Nazionale (1 giugno-27 novembre 2011)

  1. […] Museo Archeologico Nazionale di Venezia infatti prosegue sul sentiero, iniziato lo scorso anno con l’esposizione delle opere dello scultore iraniano Bizhan Bassiri, di esplorare le possibilità di dialogo fra l’arte contemporanea, nelle sue diverse […]

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