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“San Michele in Isola, Isola della conoscenza” in mostra fino al 2 settembre

Restano ancora pochi giorni per poter visitare la mostra “San Michele in Isola, Isola della conoscenza“, visitabile presso i musei di Piazza San Marco.

locandina mostra camaldolesi

Nel 2012 ricorre il Millenario della fondazione dell’Ordine dei Camaldolesi e si celebrano gli Ottocento anni dalla fondazione del cenobio camaldolese veneziano di San Michele in Isola, centro di fervida vita religiosa e di intensa attività culturale che ha esercitato una forte influenza e svolto un ruolo di primo piano nell’ambito della cultura umanistica di Venezia. Al monaco benedettino San Romualdo si deve la fondazione, nel 1012, dell’Ordine dei Camaldolesi, nel quale voleva integrare gli aspetti della vita di comunità propria dei Benedettini con caratteri più propri dell’eremitismo; nel 1212 l’Ordine dei Camaldolesi fondò un suo monastero nella Laguna di Venezia, sull’Isola di San Michele, destinato ad avere enorme fortuna fino al 1807 quando, con la caduta della Repubblica di Venezia, i monaci lasciarono l’isola e con le soppressioni napoleoniche parte del patrimonio camaldolese andò disperso.

Per ricordare questo straordinario capitolo della vita culturale della città, il Museo Correr, il Museo Archeologico Nazionale e le Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana ospitano una mostra, realizzata con il contributo della Regione Veneto, che illustra i molteplici aspetti della secolare presenza camaldolese a Venezia, a partire dalla ricostruzione della sede, delle collezioni e della prestigiosa biblioteca del monastero di San Michele in Isola e di quella degli altri non meno importanti monasteri camaldolesi veneziani di San Mattia di Murano, San Giovanni Battista della Giudecca e di San Clemente in Isola.

La mostra è l’occasione per portare al pubblico oggetti dall’eccezionale valore storico, artistico e documentario provenienti oltre che da Venezia anche dall’Eremo di Camaldoli (AR) e non solo: si tratta di preziosi codici miniati custoditi nelle biblioteche dei monasteri camaldolesi veneziani, di oggetti liturgici appartenuti anche a Papa Gregorio XVI, che prima di accedere al soglio pontificio era un monaco camaldolese, di antichi avori bizantini con immagini sacre incise prestati dal Museo Archeologico di Ravenna, e di oggetti unici, quali la “stauroteca” bizantina, una teca contenente un frammento della vera Croce custodita presso il monastero di Fonte Avellana, nell’Appennino Umbro-Marchigiano, o il Mappamondo di Fra’ Mauro, della metà del XV secolo, recentemente restaurato. È questo, forse l’oggetto in assoluto più prezioso presente in mostra: rappresenta una summa del sapere geografico della metà del Quattrocento, epoca in cui fu realizzato: in essa il cartografo riunì conoscenze di cartografia nautica e di cartografia terrestre, utilizzò fonti antiche e postclassiche di vario tipo, dalle carte nautiche portoghesi, a Il Milione di Marco Polo, alle conoscenze geografiche arabe, per attribuire i toponimi, di cui la carta abbonda, ricca anche in spiegazioni e illustrazioni; emerge la personalità del cartografo e il ruolo del Monastero di San Michele come luogo di cultura e di circolazione di idee e di informazioni.

La mostra sarà visitabile fino al 2 settembre 2012 con il biglietto dei musei di Piazza San Marco.

Per informazioni su orari e biglietti clicca qui: http://correr.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/isole-del-sapere-camaldoli-e-venezia-812-2012/2012/04/7813/info-e-prenotazione-2/.

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