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Il Traiano ristudiato

Il Museo, come si è detto altre volte, non è un’entità ferma, fissa e immutabile; le opere che espone, anche se sono già state studiate in passato, rivelano ogni volta nuove potenziali informazioni, basta trovare l’occasione per approfondire lo studio, interrogandole con le domande giuste. Spesso nascono, tra Musei e Scuole, soprattutto di restauro, preziose collaborazioni: gli studenti studiano un’opera e condividono i risultati delle loro ricerche con il Museo, in modo che tutti possano godere della notizia di nuove scoperte. E non c’è niente come il restauro, e le indagini che lo precedono, per acquisire maggiori conoscenze, sempre più approfondite su un’opera…

restauro traiano

Valentina Albonico e Giorgio Bacovich all’opera sul busto di Traiano

Attualmente il Museo Archeologico Nazionale di Venezia ha stretto una collaborazione con l’Istituto Veneto per i Beni Culturali, Scuola Grande San Giovanni Evangelista di Venezia: una studentessa del corso per Tecnico del Restauro di Beni Culturali, Valentina Albonico, sta effettuando le indagini sul busto di Traiano, inv. N. 5 del Museo Archeologico Nazionale, per cercare di comprendere la natura di alcune macchie scure presenti sul marmo. Queste le indagini che Valentina deve compiere sul busto:

– campagna fotografica

– indagine a Luce di Wood, cioè a raggi ultravioletti

– indagine a microscopio ottico a luce diretta

– effettuazione di alcuni campioni di pulitura.

In tutte queste indagini Valentina verrà seguita passo passo dal personale dell’Ufficio Restauro della Soprintendenza per il Polo Museale Veneziano (in particolare dal restauratore Giorgio Bacovich e dalla Responsabile dell’Ufficio Restauro dott.ssa Salvadori).

Buon lavoro Valentina, non vediamo l’ora di conoscere i risultati del tuo lavoro!

 traiano

Il busto di Traiano

Il busto di Traiano del Museo Archeologico Nazionale di Venezia appartiene al tipo cosiddetto del Decennale: questo è infatti il ritratto ufficiale celebrativo dei primi 10 anni di regno dell’imperatore, che si compirono nel 108 d.C.; il volto è idealizzato, emergono soprattutto le virtù militari e la propensione al comando in quell’accenno di mantello militare, il paludamentum, fissato sulla spalla. E non potrebbe essere altrimenti, per l’imperatore sotto il cui comando l’impero raggiunse la massima espansione territoriale! Il busto è in marmo, si data al 108 d.C. e appartenne alla collezione di Domenico Grimani, uno dei due illustri veneziani alla cui raccolta si deve la formazione del Museo Archeologico di Venezia. Ma questa è un’altra storia…

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