Lascia un commento

In attesa di San Valentino… l’amore al Museo Archeologico di Venezia

Tra pochi giorni è San Valentino, la festa degli innamorati. Quale migliore occasione, allora, per presentarvi alcune opere esposte in Museo sotto una chiave di lettura particolare: l’amore. I miti greci e poi romani sono densi di storie d’amore che spesso sono state trasposte in opere d’arte. Alcuni di questi miti si leggono anche nelle opere di arte antica della collezione del Museo Archeologico Nazionale di Venezia. Le sculture greche e romane che vi presentiamo ci raccontano, oggi come all’epoca, storie d’amore mitologiche, struggenti e intense. Partiamo allora per questo virtuale percorso d’amore all’interno del Museo.
Un percorso sull’amore non può non avere come prima protagonista lei, Venere, la dea dell’Amore per eccellenza. La Venere del Museo Archeologico di Venezia è una copia romana di II secolo d.C. di un modello di epoca ellenistica: la dea è nuda, stante, nell’atto pudico di coprirsi il seno e il pube, ed è affiancata da un piccolo Eros, dio dell’amore e figlio di Venere, a cavallo di un delfino. L’acconciatura della dea è frutto di un restauro cinquecentesco, così come il naso, gli avambracci e lo stesso Eros sul delfino.

Venere, Museo Archeologico Nazionale di Venezia

Venere, Museo Archeologico Nazionale di Venezia

Un’altra dea dell’Amore, questa volta col nome greco di Afrodite Anadyomene, è un’opera di II secolo d.C. che riproduce un originale di I secolo a.C. La statua, che ci è giunta incompleta, non ha la testa né le braccia che dovrebbero essere sollevate nell’atto di strizzarsi i capelli. Il nome Anadyomene si rifà infatti al mito, che vuole che la dea sia nata dalla spuma del mare: così ricorda anche il delfino accanto a lei, sul quale monta un piccolo Eros. La nudità della figura è mitigata dal panneggio che dal braccio sinistro scende dietro il corpo della statua e va a poggiarsi sul vaso a destra della scultura.

Afrodite Anadyomene, Museo Archeologico Nazionale di Venezia

Afrodite Anadyomene, Museo Archeologico Nazionale di Venezia

Dopo Venere/Afrodite tocca ad Eros. L’opera del Museo Archeologico di Venezia è una copia romana di I secolo d.C. da un originale di IV secolo a.C. probabilmente da attribuire allo scultore Lisippo, e rappresenta il figlio di Afrodite con l’arco, tipo scultoreo che ebbe un grandissimo successo sin dall’antichità, dall’età ellenistica fino alla tarda età romana.

Eros con l'arco, Museo Archeologico Nazionale di Venezia

Eros con l’arco, Museo Archeologico Nazionale di Venezia

Passiamo poi a un mito amoroso molto noto: Leda e il cigno. Il gruppo scultoreo del Museo di Venezia è una replica romana di II secolo d.C. da un modello di I secolo a.C. La scultura rappresenta nello specifico Leda, regina di Sparta, mentre è ghermita da Zeus sottoforma di cigno che protende il collo e il becco per baciarla. Dall’unione tra Leda e il cigno sarebbe nata la bella Elena, per amore della quale Paride si attirò l’ira di Menelao, scatenando la Guerra di Troia.

Leda e il cigno, Museo Archeologico Nazionale di Venezia

Leda e il cigno, Museo Archeologico Nazionale di Venezia

Infine, concludiamo il virtuale nostro percorso d’amore tra le opere del Museo Archeologico Nazionale di Venezia soffermandoci sul rilievo dell’Ara Grimani (fine I secolo a.C.) che è anche il logo del museo e di questo blog: in esso sono rappresentati una menade e un satiro nell’atto di baciarsi con la passione e il trasporto propri dei cortei in onore di Dioniso.

Ara Grimani

Ara Grimani – fine I sec. a.C.

Le opere d’arte dell’antichità si prestano ad essere lette secondo chiavi di lettura differenti. Quella dell’amore può essere una chiave per osservare in modo diverso le opere, non soltanto nella loro esecuzione tecnica, ma in quanto portatrici di un messaggio. Un messaggio che, allora come ora, è universale.
Vi invitiamo a visitare il Museo Archeologico Nazionale a San Valentino, proponendovi dunque quest’attenzione alle opere che parlano d’amore e ricordandovi che il 14 febbraio le coppie che entrano nei musei statali pagano un solo biglietto: è l’iniziativa MIBACi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. In quell’occasione dalla biglietteria, presso il Museo Correr, verrete accompagnati dal personale del Museo alle sale della collezione archeologica che vi accoglierà.
Buon San Valentino!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: