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Tre dee per la festa della donna…

Oggi è l’8 marzo, la Festa della Donna. E quale occasione migliore per celebrare 3 tra le divinità femminili più note della mitologia greca? Il Museo Archeologico Nazionale di Venezia ospita le statue di Artemide, Atena e Demetra. Venite a conoscere le 3 dee con noi!

L’Artemide, una copia romana della I metà del I secolo a.C., ma ispirata ad un modello greco arcaico, già appartenente alla collezione di Giovanni Grimani, è a grandezza minore del vero, alta 111 cm, ed appartiene al tipo dell’Artemide Gradiente, ovvero rappresentata nell’atto di avanzare a grandi passi, vestita di un lungo chitone, l’ampia veste che le copre le gambe, e un mantello con ricche pieghe a zig-zag. L’espressione del volto è quella tipica della statuaria greca arcaica, con il caratteristico sorriso chiamato per l’appunto “arcaico”. Indossa uno dei suoi attributi più importanti: la faretra che porta a tracolla; in testa porta un diadema decorato a rosette, mentre i capelli sono pettinati in riccioli, con alcune ciocche lasciate libere che casono sulle spalle.

Artemide, I secolo a.C., Venezia, Museo Archeologico Nazionale

Artemide, I secolo a.C., Venezia, Museo Archeologico Nazionale

Atena è nuovamente una statua in marmo a grandezza minore del vero. Si tratta di un originale greco di fine V secolo a.C. La testa, che non è pertinente alla statua, ma è di II secolo d.C., e sproporzionata rispetto al corpo, è lievemente rovinata, priva del naso, del labbro superiore e del mento, ma indossa il caratteristico elmo, attributo tipico della dea, così come è un attributo della dea la piccola testa di Gorgone, il gorgoneion, sulla corazza che sporge da sotto la veste.  L’iconografia richiama così un’illustre statua di Atena, nientemeno che l’Athena Parthenos di Fidia, la colossale statua in oro e avorio che si trovava all’interno del Partenone sull’Acropoli di Atene. Il braccio, andato perduto, doveva reggere lo scudo (ne resta traccia negli incassi lungo il bordo verticale della veste): esattamente come la colossale statua di Fidia, che reggeva, stando alle copie in misura ridotta che si sono conservate, un grande scudo decorato con battaglie mitologiche.  La veste ha un ricco panneggio che cade in morbide pieghe che aderiscono alle gambe lasciandone intravvedere la posizione (la gamba destra lievemente piegata).

Atena, fine V secolo a.C., Venezia, Museo Archeologico Nazionale

Atena, fine V secolo a.C., Venezia, Museo Archeologico Nazionale

Demetra è anch’essa una statua a grandezza minore del vero, alta solo 77 cm, ed è un originale greco attico dell’inizio del IV secolo a.C. appartenuto alla collezione di Giovanni Grimani. Identificata con la dea delle messi per il suo abbigliamento, e in particolare per il caratteristico copricapo chiamato polos, attributo tipico della dea. L’assenza delle braccia non consente di sapere che cosa reggesse in mano: probabilmente lo scettro nella destra e una spiga di grano, oppure una coppa nella sinistra. La posa è severa e austera, ed emana sacralità, nonostante le ridotte dimension; il peplo che la dea indossa ha un panneggio molto pesante, che contrasta con le pieghe morbide del mantello. Un solo intervento di restauro ha interessato questa statua: una piega del panneggio che scende dal ginocchio destro fino all’orlo della veste.

Demetra, primo quarto del IV secolo a.C., Venezia, Museo Archeologico Nazionale

Demetra, primo quarto del IV secolo a.C., Venezia, Museo Archeologico Nazionale

Artemide, Atena e Demetra sono solo 3 statue femminili della collezione museale, ma molte altre sono le sculture che ritraggono donne o dee che potete osservare nelle sale del museo. E quale occasione migliore se non l’8 marzo per incontrarle?

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