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Fare rete con Antinoo

Ci fa piacere poter raccontare quello che secondo noi è un esempio di buona pratica dell’utilizzo dei social network nel campo della comunicazione museale. Qualche giorno fa siamo intervenuti su twitter in uno scambio con il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e i Musei in Comune di Roma. Tutto è partito dai Musei in Comune di Roma, che hanno postato l’immagine di un busto di Antinoo dalla Centrale Montemartini di Roma. Risponde il Museo Archeologico Nazionale di Firenze con una testa di Antinoo che fa parte delle sue collezioni e a quel punto non potevamo esimerci dall’intervenire anche noi, postando il nostro Antinoo (che attualmente è esposto a Palazzo Grimani), un busto che fino a poco tempo fa si pensava fosse un ritratto all’antica, ma che gli ultimi studi, legati alla mostra “L’età dell’equilibrio 90-180 d.C.” tenutasi ai Musei Capitolini di Roma, hanno riconosciuto come un originale antico, proveniente dai dintorni di Roma e per una committenza molto elevata…

Antinoo, ora a Palazzo Grimani

L’Antinoo di Venezia, ora a Palazzo Grimani

Il “gioco” è andato avanti, con altri scambi di “Antinoo”, una via di mezzo tra una sfida e uno scambio di figurine, per un po’. Fin lì, però, nessuno l’ha notato, forse qualcuno dei twitteri più attenti, di certo i followers dei singoli musei hanno gettato l’occhio anche sugli Antinoo degli altri musei, ma il caso è scoppiato il giorno dopo, quando è stato realizzato lo storify di questa sfida, che ha raccolto tutti i tweet su Antinoo e li ha presentati su twitter per quello che effettivamente sono stati: una bella impresa di comunicazione col pubblico, un modo per far capire anche l’importanza dei confronti tra le opere nella storia dell’arte antica: perché chiunque guardando i vari Antinoo presentati avrà notato le differenze, di stile, di materiale, di iconografia…

Eccolo qui lo storify: http://storify.com/maraina81/fare-rete-con-antinoo

Immediatamente lo storify, lanciato nella rete, spammato quasi, su twitter e facebook, ha raggiunto una grandissima notorietà e attenzione, e da più parti (anche dal Ministro Massimo Bray, che l’ha definito “davvero un’idea originale”) è stato celebrato per quello che effettivamente è stato: un modo semplice ed efficace per far parlare l’arte, antica in questo caso. Un sistema, poi, in cui c’è stata interazione e collaborazione tra strutture istituzionali differenti, ed è questo, forse, l’aspetto che più è piaciuto ai lettori.

Sono arrivati tweet entusiasti, e da più parti si è chiesto di rifarlo, magari farlo diventare un appuntamento fisso, magari con il coinvolgimento di altri musei (ma dev’essere una partecipazione spontanea…). Noi non possiamo che dirci disponibili a continuare in questa direzione, che ci è sembrata semplice e divertente. E coinvolgente.

Quindi sì, noi ci siamo, siamo pronti a proseguire nella direzione del fare comunicazione attraverso twitter e gli strumenti che mette a disposizione. In fondo basta poco: un’immagine, un link e un ashtag. Ma soprattutto ci vuole l’idea di partenza, l’intuizione e la voglia di lanciarsi. E i risultati non mancheranno.

E voi che ne pensate? Avete idee da proporre per comunicare l’arte o l’archeologia attraverso twitter? Come vorreste che avvenisse? Fateci sapere: noi siamo qui apposta a prendere appunti!

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