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La notte dei ricercatori dell’Università di Padova

Ci piace segnalare, nell’ambito delle manifestazioni previste per la Giornata Europea della Ricerca il prossimo 27 settembre l’evento “La notte dell’Egitto in Italia” dell’Università di Padova. 

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Il programma della Notte Europea dei Ricercatori a Padova il 27 settembre 2013

Il programma della Notte Europea dei Ricercatori a Padova il 27 settembre 2013

In particolare ospitiamo volentieri la presentazione del progetto di ricerca del Dipartimento dei Beni Culturali (Archeologia, Storia dell’Arte, Cinema e Musica ) e del Centro di Sonologia Computazionale del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, su un antico flauto di Pan. Ce lo racconta uno dei protagonisti: il Dott. Federico Avanzini.

Il progetto di ricerca nasce dal ritrovamento nell’Egitto di età ellenistico-romana di un unicum: un antico “flauto di Pan” in ottimo stato di conservazione, rinvenuto durante le ricerche archeologiche di Carlo Anti per l’Università di Padova negli anni 1928-1936, e attualmente conservato ed esposto al Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte dell’Università. Analisi e studi più accurati in corso potranno fornire informazioni attendibili sulle sue origini. Il “flauto di Pan” era uno strumento largamente diffuso nel mondo mitologico greco oltre che nella realtà dell’antico mondo pastorale.

Statuetta di Pan - Museo Archeologico Nazionale di Venezia (Deposito Correr)

Statuetta di Pan – Museo Archeologico Nazionale di Venezia (Deposito Correr)

Il flauto ritrovato è composto da 14 canne di diverse lunghezze e diametri, connesse da fibre vegetali e chiuse ad un capo da materiale organico, forse cera o propoli.
Il Centro di Sonologia Computazionale svilupperà un’installazione museale multimediale, vale a dire un sistema hardware-software in grado di ricreare virtualmente “il flauto di Pan”, permettendo ai visitatori di interagire con esso, di toccarlo e di suonarlo! In una prima fase si studierà l’acustica dello strumento, per comprenderne l’intonazione e i meccanismi di produzione sonora. Questo sarà il punto di partenza per la creazione dello strumento virtuale usando un insieme di tecniche di sintesi del suono note come “sintesi per modelli fisici”: negli anni più recenti i processori infatti sono diventati in grado di risolvere in tempo reale le complesse equazioni che modellano la fisica di un sistema di produzione sonora e rendono quindi possibile una sintesi interattiva. Questo permetterà di realizzare una copia fisica del “flauto di Pan”, del tutto simile all’originale, usando le più recenti tecniche di scansione e di stampa tridimensionale. Questa copia verrà equipaggiata con sensori di vario tipo: microfoni all’ingresso delle canne del flauto per rilevare il soffio emesso, accelerometri per stimare la posizione e il movimento dello strumento e così via. Attraverso questa “interfaccia tangibile” e i dati acquisiti dai suoi sensori sarà possibile controllare e far suonare il flauto virtuale, con le stesse modalità di interazione e la stessa espressività dell’originale.
Attraverso questo rilevante caso di studio e grazie all’uso di tecnologie innovative il progetto di ricerca contribuirà a realizzare un ideale di “conservazione attiva” del patrimonio archeologico. Per usare uno slogan: dopo essere stato riportato alla luce, questo antico flauto verrà riportato alla vita!

Federico Avanzini
Ricercatore presso il Centro di Sonologia Computazionale Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Università di Padova

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