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Shared Culture – Meraviglie di Venezia

Il Museo Archeologico Nazionale di Venezia è al centro di un grande progetto di valorizzazione del patrimonio culturale veneziano che, avviato nella sua realizzazione pratica da alcune settimane, entro la fine del 2013 sarà operativo e fruibile: si tratta di “Meraviglie di Venezia: tesori sacri e profani nell’area di San Marco“, un intervento promosso dalla Regione Veneto all’interno di “Shared Culture – Progetto strategico per la conoscenza e la fruibilità del patrimonio condiviso“.

Meraviglie di Venezia

Ieri il progetto è stato presentato alla stampa. Sono intervenuti i principali attori dell’operazione: Clara Peranetti della Regione Veneto, Irene Favaretto, Procuratore di San Marco, responsabile scientifico del progetto per quanto riguarda il Tesoro di San Marco, Giovanna Damiani, Soprintendente del polo museale veneziano, Maurizio Messina, direttore della Biblioteca Nazionale Marciana e Flavio Tariffi, della Space s.p.a., la ditta che sta dando forma fisica al progetto.

Conferenza Stampa di presentazione "Meraviglie di Venezia"

Conferenza Stampa di presentazione “Meraviglie di Venezia”

Claudia Peranetti illustra brevemente lo scopo del progetto: realizzare una sorta di museo virtuale che renda fruibili i Beni del Tesoro di San Marco, del Museo Archeologico Nazionale e della Tribuna di Palazzo Grimani, e promette che a fine 2013 potremo assistere alla presentazione dei risultati del lavoro.

Irene Favaretto plaude all’iniziativa e soprattutto al forte spirito collaborativo che è sorto tra gli enti coinvolti: il lavoro è stato organizzato e gestito ottimamente, dice, e la collaborazione con la Regione Veneto è stata bella e fruttuosa.

E’ Giovanna Damiani ad entrare nel merito del progetto, che non è un punto di arrivo, sottolinea, ma di partenza! La Soprintendente si sofferma sull’importanza del Museo Archeologico Nazionale di Venezia: è il primo museo pubblico d’Europa e con esso nasce il collezionismo statuario e di antichità; la sua collezione, poi, conta un numero altissimo di originali greci, cosa che gli altri musei d’arte antica in Italia non hanno, e questo proprio per la specificità di Venezia, Porta d’Oriente, che grazie ai suoi traffici lungo l’Adriatico poteva procurarseli; a questo si aggiunga la sensibilità di Giovanni e Domenico Grimani, i collezionisti di antichità senza i quali non esisterebbe né la collezione né il museo (fu infatti per volontà di Giovanni Grimani che la raccolta divenne pubblica).

Maurizio Messina vede nella realizzazione del progetto uno strumento di fruizione consapevole e utile. La Biblioteca Nazionale Marciana è coinvolta in quanto verrà realizzata la ricostruzione virtuale dell’allestimento originario dello Statuario Pubblico posto nell’Antisala della Biblioteca Marciana, sulla base dei disegni originali di Anton Maria Zanetti che nel 1736 realizzò i rilievi dello Statuario Pubblico con l’esatta collocazione delle statue e dei busti antichi dono di Grimani.

Lo Statuario Pubblico nell'Antiporta della Biblioteca Marciana

Lo Statuario Pubblico nell’Antiporta della Biblioteca Marciana

Flavio Tariffi spiega nella pratica il progetto: innanzitutto i luoghi coinvolti: il Museo del Tesoro di San Marco, il Museo Archeologico Nazionale, la Tribuna di Palazzo Grimani, l’Antisala della Biblioteca Marciana, l’Area Marciana e il Cortile di Palazzo Ducale. Verranno prodotti e sono in fase di attuazione 4 Virtual Tour, ovvero visioni panoramiche di ambienti in interno e in esterno, all’interno dei quali, virtualmente, chi si trova al computer può girare come se fosse fisicamente là; 398 oggetti virtuali, cioè riproduzioni virtuali di oggetti/reperti del Museo del Tesoro di San Marco e dell’Archeologico, per realizzare i quali si sono già resi necessari in fase operativa 260 modelli di oggetti, 2000 immagini di documentazione e più di 10mila scatti fotografici: tanta è la quantità di materiale che serve per dare al visitatore virtuale la possibilità di manipolare virtualmente l’oggetto, ovvero di girarlo per vederlo da tutte le angolazioni e per focalizzarne tutti i dettagli; 15 video promozionali divulgativi che spiegano il work-in-progress delle varie fasi del lavoro. Perché per alcuni oggetti, come i busti antichi del Museo Archeologico, che sono spesso inamovibili o collocati in posizioni scomode e difficili dal punto di vista della luce, sono state studiate alcune soluzioni e creati strumenti ad hoc per il supporto della macchina fotografica, mentre per fotografare elementi come il Leone di San Marco si farà ricorso al drone volante.

Il risultato sarà un prodotto multimediale consultabile online su cui il visitatore virtuale potrà trovare e approfondire ogni volta informazioni, con chiavi di lettura e di navigazione facili e intuitive.

La fine delle operazioni e la consegna del lavoro ultimato dovrà avvenire entro la fine dell’anno. Noi dal Museo Archeologico di Venezia seguiremo tutte le fasi e vi terremo aggiornati sugli sviluppi futuri!

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