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Tornano i Percorsi Museali d’Ascolto

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Riprendono al Museo Archeologico Nazionale di Venezia i “Percorsi Museali di Ascolto”. Dopo quello di Primavera, svoltosi  a maggio, proseguono gli appuntamenti in Autunno: ed è la direttrice del Museo, Michela Sediari, ad illustrarli: 

“il format è quello, ormai consolidato, che prevede esecuzioni musicali dal vivo alternate a brevi illustrazioni di un’opera del museo, unita al brano musicale  da “collegamenti” diretti, indiretti,  evocativi.. In quest’occasione sono stati proprio gli allievi della scuola di flauto della docente Monica Finco del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia che, dopo una visita approfondita in Museo sotto la mia guida, hanno scelto i brani all’interno del loro repertorio o studiandone  appositamente di nuovi  ed hanno trovato essi stessi le sottili relazioni  che potevano collegare le musiche alle opere d’arte. Sono giovan, ma molto preparati. Nel programma, poi, noterete che c’è una prima assoluta: la prima esecuzione di un giovane pianista, compositore e direttore d’orchestra!”

I Percorsi Museali d’Ascolto si svolgeranno nei giorni 21 novembre, Festa della Madonna della Salute, con replica il 22 novembre, giorno di Santa Cecilia Festa della Musica (e quale occasione migliore?) sempre alle ore 11 nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Venezia, con ingresso da Piazzetta San Marco. Questo il programma, per stilare il quale è stato condotto un sottile e approfondito lavoro di ispirazione da parte degli stessi allievi del Conservatorio:

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Per la prima stazione, Telemann + Petrassi, il collegamento è il dialogo/confronto tra apollineo e dionisiaco nella forma e struttura musicale: Telemann infatti rappresenta la musica barocca in conflitto con la compostezza armonica della sua epoca; egli con la sua musica si pone come punto di sutura tra lo stile tedesco, severo e quello francese, più libero: apollineo e dionisiaco convivono quindi insieme. In Petrassi, invece l’elemento dionisiaco è totalizzante. Nella seconda  stazione la Danse de la Chèvre di Honegger si lega al culto di Dioniso e ai satiri. Nella terza stazione, il brano di Bach si collega con la musa Melpomene, musa del teatro, della poesia e dell’armonia. Per la quarta stazione, il brano di Sorrentino si collega con Atena e attraverso di lei ad Atene, al significato di polis, la città stato greca che implica anche il concetto di comunità. Così il sestetto di flauti che esegue il brano esprime il senso di appartenenza alla collettività  e l’aspetto “democratico” della musica da camera, in cui nessuno strumento prevale sugli altri.

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