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Buon solstizio d’inverno!

Anche quest’anno volevamo farvi gli auguri di Natale e di buone feste. Cercavamo un tema per farlo, un’immagine che potesse essere significativa e comunicativa e abbiamo deciso di dedicarvi qualcosa di non convenzionale…

Il Museo Archeologico Nazionale di Venezia è dedicato all’arte antica, greca e romana. Nella sua collezione trovano posto prevalentemente sculture di dei pagani, dell’Olimpo greco e romano. Nulla che abbia a che fare con il Natale cristiano, dunque. Eppure, se si va a ben vedere, il Natale cristiano si svolge lo stesso giorno in cui nell’antichità si celebrava il Solstizio d’Inverno. In quell’occasione nell’impero romano si celebrava il dies natalis del Sol Invictus e il Dio Mitra. Sia il culto del Dio Mitra che quello del Sol Invictus erano nati nelle regioni orientali dell’impero; il Sol Invictus ebbe un seguace e sacerdote d’eccezione: l’imperatore Eliogabalo (218-222 d.C.), nientemeno, il quale fece addirittura erigere un tempio a Roma dedicato al culto solare; il culto ebbe poi rinnovato vigore sotto l’imperatore Aureliano (270-275).

Il culto di Mitra, portato a Roma e in Italia dai soldati delle legioni che stazionavano ai confini orientali dell’Impero, era un culto misterico, vietato alle donne, e aveva bisogno di precisi e chiusi luoghi per l’esercizio del culto, i mitrei, che spesso hanno l’aspetto di grotta, o comunque sono ambienti racchiusi e sotterranei all’interno di case private. Tra i mitrei più noti è quello sotto la basilica di San Clemente a Roma, un vero e proprio antro, stretto e buio, all’interno del quale si trova l’ara con il rilievo rappresentante il dio Mitra mentre sacrifica un toro. Questa è l’iconografia di Mitra, con la quale è noto in tutto il mondo antico: un altorilievo presente nel nostro museo raffigura proprio il dio mentre sacrifica il toro, atto dal quale, secondo il culto, aveva origine l’universo. Nel rilievo veneziano, databile a fine II-inizi III secolo d.C. Mitra è vestito di una tunica legata in vita e il caratteristico cappello frigio, ha i capelli ricci e il volto liscio con gli occhi incisi ed è rappresentato nel momento in cui trafigge col pugnale il collo del toro, che tiene fermo tenendolo per il muso e premendolo a terra, mentre uno scorpione, un serpente e un cane aggrediscono l’animale morente.

Altorilievo con Mitra che uccide il toro, fine II-inizi III secolo d.C., Venezia, Museo Archeologico Nazionale

Altorilievo con Mitra che uccide il toro, fine II-inizi III secolo d.C., Venezia, Museo Archeologico Nazionale

Il nostro Mitra, che fa parte della collezione di Girolamo Zulian, è ora a Karlsruhe al Badische Museum, per la mostra L’impero degli dei: Iside, Mitra, Cristianesimo: culti e religioni nell’impero romano (titolo originale: Imperium der Götter: Isis, Mithras. Christus Kulte und Religionen in Römischen Reich), che sarà visitabile fino al 18.05.2014. La mostra vuole analizzare l’importanza crescente che ebbero i nuovi culti di origine orientale all’interno del Panteon romano, fino alla consacrazione del Cristianesimo come religione di stato dell’Impero.

Con l’immagine del nostro Mitra, il cui culto si celebrava nel giorno del Solstizio d’Inverno, vi lasciamo i nostri auguri più cari!

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