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Ultimo appuntamento con i Pomeriggi d’Egitto

Oggi 27 maggio alle ore 17 si terrà l’ultimo appuntamento dei Pomeriggi d’Egitto, una serie di conferenze dedicate alla cultura egizia, con uno sguardo rivolto principalmente alla collezione egizia del Museo Archeologico Nazionale di Venezia.

pomeriggi d'egitto

I Pomeriggi d’Egitto hanno visto la partecipazione di un foltissimo pubblico di interessati, segno che l’Egitto “tira sempre”, è sempre in voga e non passa mai di moda, merito di una civiltà che ha saputo conquistarsi un posto speciale nel cuore di ciascuno di noi grazie alle grandi e preziose testimonianze che ci ha lasciato.

Egitto vuol dire piramidi, vuol dire sfingi, vuol dire statue colossali di faraoni e molto altro ancora. Ma l’arte egizia non aveva esiti solo nelle grandi dimensioni, ma preziosi piccoli manufatti nei materiali più diversi sono giunti fino a noi. Nell’arte egizia un posto importante occupa la piccola statuaria ed è proprio a questo filone di produzione artistica che è dedicato l’ultimo dei Pomeriggi d’Egitto: “Uno sguardo dall’Antico Egitto: la piccola statuaria al Museo Archeologico Nazionale”. Perché spesso, visitando le collezioni egizie, siamo attratti da mummie, sarcofagi, papiri e rilievi densi di geroglifici iscritti e non prestiamo attenzione alle piccole statuette che pure erano importanti nell’Antico Egitto e contribuiscono alla nostra conoscenza di quest’antica civiltà. Il compito di parlarcene oggi spetta a Claudia Gambino e Martino Gottardo. Siete tutti invitati a partecipare.

Vi diamo intanto un’anticipazione, che può essere un modo per incuriosirvi o anche per supplire alla vostra partecipazione se non vi trovate a Venezia e non potrete essere presenti: una piccola statuetta della collezione egizia del Museo di cui si parlerà oggi:

testa virile in serpentinite, Venezia, Museo Archeologico Nazionale

testa virile in serpentinite, Venezia, Museo Archeologico Nazionale

Si tratta di una testa virile, una piccola testina maschile alta appena 5,5 cm ma che, nonostante le sue piccole dimensioni, esprime tutta la potenza del ritratto egizio tra la tarda età ellenistica e la prima età imperiale, ovvero alla fine del I secolo a.C.: per capirci, all’epoca di Cleopatra, Marco Antonio e della loro sconfitta da parte di Ottaviano in seguito alla battaglia di Azio del 31 a.C. Proprio l’Egitto fu il teatro più importante della fine della Repubblica e l’inizio dell’Impero di Roma: a seguito degli eventi egiziani e della battaglia di Azio, infatti, ad Ottaviano fu tributato il titolo di Augusto e da lì in avanti l’ordinamento romano non sarebbe più stato lo stesso. L’Egitto per parte sua divenne provincia romana, mentre fino allora era riuscito a mantenersi indipendente. È affascinante pensare che questa statuetta, iscritta in caratteri geroglifici sul piccolo pilastrino dorsale, possa essere stata testimone, insieme all’uomo che raffigura, di quei tempi di crisi per l’Egitto e di grandi cambiamenti per il mondo dell’epoca…

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